Gorizia, il Colloquium retoromanistich torna in Friuli
Dopo le edizioni di San Daniele del Friuli (2005) e di Cormons (2014), il Colloquium retoromanistich torna in Friuli. Questa volta il ritrovo è a Gorizia, città che insieme a Nova Gorica è Capitale europea della cultura per il 2025 e dove nacque Graziadio Isaia Ascoli, autore dei celebri “Saggi ladini” nel 1873 e al quale la Società Filologica Friulana è intitolata.
Il Colloquium – termine latino del termine per “convegno” – viene organizzato con cadenza triennale per riunire le comunità linguistiche friulana, ladina e romancia, figlie degli studi dell’Ascoli. «Le tre regioni dei Grigioni, della Ladinia e del Friuli – spiega Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana, promotrice dell’iniziativa – si riuniscono ancora una volta per riflettere su lingua, cultura, storia e tradizioni, in spirito di fraternità e di solidarietà, guardando al domani: un momento importante di condivisione e di crescita delle ragioni di una comune appartenenza». Dopo l’ultimo incontro che si era tenuto a Curaglia, in Svizzera, nel 2022, si rinnova dunque un importante appuntamento di confronto scientifico e culturale, occasione per presentare i contributi di quanti sono impegnati in lavori, ricerche, progetti e riflessioni sulle relazioni che da sempre legano le popolazioni delle regioni alpine.
L’appuntamento è dal 20 al 22 novembre con un programma particolarmente ricco, che prevede 46 relazioni suddivise in 8 sessioni di lavoro distribuite su due sedi: il Grand Hotel Entourage che ha sede nel Palazzo Strassoldo di piazza Sant’Antonio, e Casa Ascoli in via Ascoli 1, luogo natale del linguista goriziano e sede della Società Filologica Friulana per il Friuli orientale.
Gli oltre 50 relatori che saranno presenti a Gorizia per il Colloquium provengono da Italia, Austria, Germania, Francia, Polonia e addirittura Giappone. Argomenti in discussione saranno la lessicografia e la storia della lingua, la didattica della lingua, la letteratura e la critica letteraria, le politiche linguistiche. Le lingue del convegno saranno friulano, ladino dolomitico, romancio, italiano e tedesco.
È prevista anche la diretta streaming sul sito internet www.filologicafriulana.it, dove si può anche trovare anche il programma completo del convegno.
STORIA DEL COLLOQUIUM RETOROMANISTICH
I momenti di incontro e di condivisione tra romanci, ladini e friulani sono stati numerosi e importanti a partire dalla seconda metà del Novecento. Da quegli anni è cominciata una stagione di relazioni sempre più strette tra queste regioni, relazioni che trovano il loro fondamento e il loro legame “storico” nell’appartenenza alla comunità linguistica alpina, come è stata delineata da Graziadio Isaia Ascoli nei suoi fondamentali Saggi ladini del 1873.
Ma un secondo motivo per riunirsi e confrontarsi, non meno importante del primo, è il comune percorso sociolinguistico e culturale che tre lingue minoritarie, più o meno piccole, riconosciute in Svizzera e in Italia, hanno fatto o stanno facendo, dotandosi di moderni strumenti di promozione, di pianificazione e di tutela linguistica. Fondamentale risulta, pertanto, un momento di ampia informazione e di condivisione per lingue e popolazioni che condividono comuni caratteri linguistici e antropologici, occasione di crescita per tutti.
Dopo una prima riunione delle tre comunità a Ortisei, nel 1950, molto significativo è stato il Convegno internazionale di studi ladini che si è tenuto in Friuli dal 30 luglio al 1 agosto 1955, un convegno preparato, anch’esso, dalla Società Filologica Friulana. Sempre dalla Società Filologica sono stati organizzati due dei Colloquium Retoromanistich finora svolti: il quarto a San Daniele del Friuli nel 2005 ed il sesto a Cormons nel 2014, esperienze quanto mai positive e partecipate. L’ultimo, l’ottavo in ordine di tempo, si era tenuto a Curaglia, in Svizzera, nel 2022.
L’evento è stato presentato in conferenza stampa dall’assessore comunale alle Lingue minoritarie, Maurizio Negro, e dal presidente della Società Filologica Friulana, Federico Vicario.