Monfalcone, il Comune chiude la terza moschea in città

Monfalcone, il Comune chiude la terza moschea in città

Approda anche in Consiglio comunale, nel corso della seduta di giovedì 11 dicembre, la questione delle recenti dichiarazioni riportate sulla stampa dell'imam di origine marocchina Kinani, a seguito dell'ordinanza di ripristino dei luoghi notificata all'associazione Dzemat relativamente alla moschea di viale Verdi.

Consiglio che si apre con la comunicazione del Presidente, Gabriele Bergantini, della decisione da parte dell'Assise di devolvere il gettone di presenza alle comunità di Versa e Cormons, duramente colpite dalle alluvioni delle scorse settimane.

Nel corso del question time odierno, il consigliere incaricato alla Sicurezza, Anna Maria Cisint, è intervenuta esprimendo forte preoccupazione per quanto letto, evidenziando come affermazioni di tale natura – soprattutto quando diffuse pubblicamente – possano generare tensioni e alimentare ostilità personali, come quelle che hanno costretto l'ex sindaco e europarlamentare a vivere tuttora sotto scorta. "In questi anni - ha ricordato l'on. Cisint - ho subito minacce e attacchi che spesso sono nati proprio da dichiarazioni di questo tipo. Oggi ritengo necessario fare una riflessione e ribadire che abbiamo chiuso la terza moschea in città e che anche nel caso della struttura di viale Verdi si tratta di un centro islamico irregolare non solo per il Comune, che opera in violazione norme nazionali, del Piano regolatore e delle prescrizioni urbanistiche. La mia riflessione riguarda anche l'affermazione del sig. Kinani, secondo cui i "fratelli macedoni" sarebbero sempre stati impeccabili e rispettosi dell'ordine e delle regole, quando i fatti raccontano l'esatto contrario. Respingo poi con fermezza la grave dichiarazione virgolettata secondo cui l'Amministrazione sarebbe "anti-musulmana"; un'affermazione gravissima e totalmente inaccettabile. Intendo quindi rivendicare, da quest'Aula, che non possiamo continuare a subire accuse che alimentano una narrazione pericolosa e distorta. Il rispetto delle regole non è discriminazione verso qualcuno ma è un principio fondamentale che tutela tutti e il nostro Comune, in questo, è diventato modello seguito in altre città italiane, con azioni che perseguono il rispetto delle regole del nostro Ordinamento, avvalorate anche dal Consiglio di Stato."

Cisint ha inoltre ricordato come l'ordinanza rifletta un quadro ampio di irregolarità già oggetto di verbali e controlli da parte della Polizia locale, e come tali dinamiche abbiano contribuito, in passato, ad alimentare tensioni: "Non possiamo permettere che simili affermazioni continuino a creare terreno fertile per aggressioni mediatiche e distorsioni del dibattito pubblico perchè non è più tollerabile subire comportamenti così gravi come quelli che hanno condotto, nel 2023, a una marcia contro l'allora sindaco che nessuno di noi dimenticherà. "

Il sindaco, Luca Fasan, ha risposto confermando pieno sostegno all'intervento del consigliere Cisint: "Le parole del Consigliere Cisint, che condivido pienamente, mi offrono l'occasione per ribadire che questa città è un baluardo di legalità. Leggo sulla stampa il titolo 'sconforto della comunità musulmana'. Ma di quale sconforto parliamo? Sconforto perché facciamo rispettare le regole? Lo sconforto dovrebbe esistere qualora le regole fossero applicate in modo diverso a seconda delle persone; qui, invece, le regole valgono per tutti. Questo è un principio fondamentale sancito non solo dalla Costituzione, ma anche dal diritto e dalle libertà che esercitiamo ogni giorno. Noi ci limitiamo a garantire il rispetto delle norme, e su questo chi crede nella democrazia non può arretrare. Condivido, quindi, il suo senso di disagio rispetto agli attacchi che continuiamo a subire e l'articolo pubblicato di recente sulla stampa locale non fa che riportarci a ciò che già avevamo affermato ai tempi dell'emissione delle ordinanze per il ripristino dei luoghi negli altri due centri islamici: il tema centrale è il rispetto della legalità.

Accolgo dunque pienamente questo intervento e ribadisco a questo Consiglio che proseguiamo su questa linea non solo per scelta politica, ma per affermare un principio di libertà e di uguaglianza nell'applicazione delle regole. Lo stiamo facendo in continuità con un percorso iniziato nove anni fa: una visione che i cittadini hanno riconosciuto e premiato, come emerso chiaramente sia nella recente campagna elettorale sia nelle interlocuzioni di questi primi mesi di mandato da Sindaco".

In conclusione, Cisint ha rimarcato: "La democrazia si fonda su comportamenti istituzionali uniformi e sul rispetto reciproco. È necessario ricordare che il diritto di culto è un diritto individuale e i Comuni non hanno obblighi ulteriori rispetto a quanto stabilito dalla legge per questo diritto individuale. E' necessario quindi tutelare le persone che lavorano per difendere la democrazia, che meritano rispetto, non accuse infondate."